domenica 18 settembre 2016

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LED ovvero Light Emitting Diode (diodo ad emissione luminosa).





Il LED (Diodo a Emissione di Luce) è un componente elettronico allo stato solido avente la caratteristica di emettere radiazione elettromagnetica quando attraversato da corrente.

Il primo LED è stato sviluppato nel 1962 da Nick Holonyak Jr. (nato a Zeigler, Illinois, il 3 novembre 1928)

L’emissione avviene nel campo del visibile (380÷780 nm) e la luce è sempre colorata e monocromatica. Il dispositivo sfrutta le proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori per produrre fotoni a partire dalla ricombinazione di coppie elettrone-lacuna. Gli elettroni e le lacune vengono iniettati in una zona di ricombinazione attraverso due regioni del diodo drogate con impurità di tipo diverso, e cioè di tipo n per gli elettroni e tipo p per le lacune.

Led - Diodo ad emissione di luce
Il colore della radiazione emessa è definito dalla distanza in energia tra i livelli energetici di elettroni e lacune e corrisponde tipicamente al valore della banda proibita del semiconduttore in questione. Si può ottenere luce bianca con due distinte tecnologie: utilizzo della tricromia (rosso, verde e blu) e utilizzo del principio della conversione (LED a luce blu che stimola un’opportuna polvere fluorescente).

I vantaggi offerti dalla tecnologia LED sono: costi di manutenzione ridotti, efficienza elettrica, minimo riscaldamento (non emette raggi IR), accensione istantanea anche a bassissime temperature (-40 °C), alimentazione in bassissima tensione in corrente continua, elevata resistenza meccanica e alle vibrazioni.

Interessanti sono i LED di potenza che emettono luce sufficiente per molte applicazioni quali illuminazione stradale e di uffici.

La forza commerciale di questi dispositivi si basa sulla loro potenzialità di ottenere elevata luminosità (quattro volte maggiore di quella delle lampade fluorescenti e filamento di tungsteno), basso prezzo, elevata efficienza ed affidabilità (la durata di un LED è di molti ordini di grandezza superiore a quella delle classiche sorgenti luminose, specie in condizioni di stress meccanici); inoltre non richiedono circuiti di alimentazione complessi, possiedono alta velocità di commutazione e la loro tecnologia di costruzione è compatibile con quella dei circuiti integrati al silicio.


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